Quiliano. E’ stata avviata da circa un anno una collaborazione tra il Comune di Quiliano e l’Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana per la valorizzazione, la promozione e la conoscenza dei Vini Rossi della Regione, e anche per l’edizione 2008 della rassegna dedicata alla granaccia e ai rossi della Liguria, in programma il 10 e 11 maggio, l’Enoteca curerà, con proprio personale specializzato, la parte dedicata alla degustazione dei vini rossi abbinata ai prodotti tipici di qualità che si trovano in Liguria.
Il Presidente dell’Enoteca Pubblica della Liguria, Alberto Rognoni, ha voluto fornire alcune notizie, curiosità e precisazioni sulla cultura del vino rosso in Liguria. “Parlare dei rossi di Liguria, dedicarvi addirittura un convegno in due giornate può francamente anche apparire un’azzardo, o un’iniziativa destinata a scarsi risultati, infatti, il rosso in Liguria è considerato un vino di seconda fascia, confinato in un modesto 30% della produzione complessiva della Regione. Ovviamente, noi non la pensiamo così, pensiamo invece che nella terra del Vermentino e del Pigato, insomma nella “Liguria terra di bianchi”, parlare del rosso, ragionarne e migliorarne l’immagine ed il ruolo sia assolutamente utile e necessario. Infatti partendo dal presupposto che la forza dei vini liguri sia la loro unicità, la loro tipicità, e ci siamo coi bianchi, bisogna completare l’offerta legata al territorio, ai prodotti, alla ristorazione anche coi vini rossi, che tra l’altro, come ben si sà, sono tendenzialmente più graditi e conosciuti dei bianchi”.
Oggi nel campo dei rossi la Liguria è in grado di presentare ben due doc totalmente “rosse” la Rossese di Dolceacqua e la Ormeasco di Pornassio, ed ha presenze importanti sia nella Rivera Ligure di Ponente, ancora col Rossese, sia nella Colli di Luni, appunto col Rosso dei Colli di Luni, e “tracce”, nella Valpocevera, Golfo del Tigullio e Colline di Levanto.
“Tuttavia -prosegue Rognoni -, credo, siamo di fronte a prodotti, di ottima qualità, ma, o “troppo liguri” vedi Rossese, o poco liguri vedi Ormeasco (base Dolcetto) che richiama il Piemonte, o Colli di Luni (base Sangiovese) che ricorda la Toscana. Nel mentre assistiamo ad una grande effervescenza dei produttori nel campo dell’IGT, dove con vitigni noti Ciliegiolo, Granaccia e meno noti come, Pollera, Canaiolo, Massaretta,Kruvin etc, si realizzano prodotti di assoluto valore, che a nostro avviso possono degnamente fregiarsi del titolo di rosso ligure, senza essere troppo liguri o troppo internazionali e possono sposarsi, con assoluta dignità ed efficacia ,con i prodotti e la ristorazione del territorio.
A questo punto – conclude Rognoni – ben venga una due giorni di lavoro dove si analizzeranno e confronteranno considerazioni sul tema, con la finalità di dotare la nostra Regione di prodotti adeguati che siano figli del territorio e che in aggiunta a ciò che già esiste contribuiscano a realizzare quello sviluppo nel campo dell’enogastronomia, che si coniuga con l’enoturismo,che il nostro territorio regionale ha sicuramente nella sue corde”.