
[thumb:1503:l]Savona. Un centinaio di studenti degli istituti Mazzini – Pancaldo – Martini, Della Rovere, Galileo Ferraris, Alberti – Da Vinci, Chiabrera, Boselli e ISS Loano ha partecipato all’iniziativa “Studenti Protagonisti” promossa dalla Provincia e dall’Autorità Portuale. “Il porto può essere la fabbrica di nuove idee, può dare nuove opportunità mettendo in relazione mondi e persone diversi” e “vogliamo una politica partecipata che ‘pensi’ Savona” sono, in sintesi, le idee espresse dai ragazzi tra i 17 e 18 anni raccolti nell’aula magna dell’Istituto Nautico di Savona.
Oggetto dell’incontro era un esame dello sviluppo d’area, valutato dai ragazzi e dalle ragazze che sono stati avviati alla giornata di studio pratico dal dirigente scolastico Alfonso Gargano, quindi dal presidente della Provincia, Marco Bertolotto. Nel suo intervento Bertolotto ha sottolineato l’importanza di “darsi degli obiettivi ancor prima di entrare nel mondo del lavoro sfruttando tutte le opportunità che si intravedono e razionalizzando il fattore tempo”. Mentre è stato il presidente dell’Autorità portuale di Savona-Vado, Rino Canavese, a spiegare agli attenti studenti cos’è un porto, come funziona, quali prospettive di sviluppo racchiude con i suoi traffici soprattutto cercando di allargare gli orizzonti sulla situazione dell’economia mondiale. “Oggi – ha raccontato con un esempio Canavese – non esistono più stagioni per la frutta che trovate sulle tavole. Banane ed ananas arrivano dal sud America in pochi giorni in Italia. Navi sempre più grandi solcano i mari trasportando ogni genere di merce, i porti (soprattutto quelli del Mediterraneo) rivestono un ruolo sempre più importante nell’economia globale offrendo anche buone opportunità di lavoro”.
Pierfranco Pellizzetti, giornalista e studioso di politiche di territorio, ha fornito informazioni sull’area savonese e suddiviso i partecipanti in sottogruppi. Al lavoro autonomo dei ragazzi è seguito un serrato dibattito, nel quale sono emerse le considerazioni e le richieste dei giovani studenti così riassunte in un documento: “a) sì a uno sviluppo che, partendo dal porto, apra la società alle nuove idee, alle nuove tecnologie, alle nuove opportunità e alle relazioni tra persone e mondi diversi; b) il nemico di questo processo virtuoso viene individuato principalmente nelle chiusure mentali che impediscono di afferrare il senso del cambiamento e spingono a trovare comodo rifugio nei vecchi modi di pensare; c) tali chiusure sono favorite da corto circuiti nella comunicazione che non consentono la circolazione di informazioni e conoscenze che evidenzino le positività che si presentano e combattano i fraintendimenti al riguardo; d) i giovani savonesi auspicano il diffondersi nella società locale di atteggiamenti di partecipazione attiva da tradursi in una politica ‘che pensi Savona’ incentivando orientamento alla collaborazione per una visione condivisa”.
Convinzione unanime è stata quella di proseguire l’iniziativa con nuove azioni a supporto dei ragazzi e delle ragazze savonesi nella loro opera di comunicatori/comunicatrici del messaggio e del progetto presso i coetanei.