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Politica

Savona, comizio fiume di Berlusconi in piazza Sisto

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Savona, comizio fiume di Berlusconi in piazza Sisto
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[thumb:6644:l]Savona. Oltre 3 mila persone radunate in piazza Sisto IV, sotto un cielo piovoso, per assistere al comizio di Silvio Berlusconi, per la prima volta a Savona, sul palco allestito a pochi metri dal palazzo comunale. Il leader del Pdl, seguito dalla delegazione capeggiata da Claudio Scajola, vero e proprio regista della visita, ha cominciato il suo discorso pubblico scusandosi per il ritardo. Quindi ha spaziato su diversi argomenti politico-elettorali di carattere nazionale, usando particolare verve e ironia.
La dirigenza locale di Forza Italia aveva auspicato con fervore la presenza del presidente Berlusconi. Una visita che nella città della torretta vuole sottolineare l’importanza di un turno elettorale in cui la Liguria rappresenta una delle regioni determinanti per l’assegnazione della maggioranza al Senato. Ma non solo. La presenza del leader del Pdl, per la prima volta sul suolo savonese, viene interpretata come un segnale di incoraggiamento per le prossime elezioni provinciali.
Il Cavaliere, atterrato a Genova anziché al Panero di Villanova d’Albenga, contrariamente al programma originale (per un temporale in corso sulla zona ingauna), è arrivato direttamente in piazza Sisto, dove è stato accolto dal sindaco Federico Berruti, al quale ha riferito “Mi hanno parlato bene di lei”. Poi l’orazione a braccio di fronte alla folla in piazza.
“Questa vostra accoglienza mi commuove ancora di più perché mi avete aspettato fino ad ora. Dovete essere bene entusiasti se avete attesto qualcuno che doveva arrivare qualche ora fa”, ha detto Berlusconi in apertura. Il leader del Pdl ha spiegato di essere dovuto andare a fare un’intervista televisiva alle 9,30, che gli è stata comunicata solo ieri e che sarebbe stata cancellata se non fosse andato. “Ho pensato – ha aggiunto – che se stavate qui eravate già convinti e sono andato a raccontare a qualche ‘infedele’ le ragioni per cui si deve voltare pagina. Credo di aver fatto anche il vostro interesse”. “Sono andato a letto alle tre. Stamani sveglia alle 7,15. Poi dicono che non sono forte. Sono fortissimo” ha aggiunto Berlusconi, spiegando che la voce bassa (“vado avanti a forza di cortisone”) è dovuta ai numerosi comizi ed interventi degli ultimi giorni.
Il leader del Pdl si è poi rivolto agli ex dell’Udc: “Mi raccomando a tutti voi perché andiate a spiegare agli amici ed ex compagni dell’Udc come funziona il sistema elettorale oggi. La legge elettorale è proporzionale e prevede il premio di maggioranza per cui quello a un partito minore è un voto diverso. Non ho ancora capito perché Casini se ne è andato, forse perché come disse Giulio Cesare lui preferisce essere primo in un piccolo villaggio invece che secondo a Roma”.
Nel suo intervento Berlusconi si è divertito a stimolare i supporter con alcune battute e ad un certo punto ha accennato ad una bella ragazza sotto il palco (“un complimento alle donne liguri”). Si è poi schernito: “Dicono che io faccio troppe battute. Forse è vero, ma almeno non sono come quelli della sinistra che si incazzano su tutto. Quelli di sinistra si deprimono soltanto a guardarsi allo specchio. Sono antropologicamente diversi da noi”. Il comunismo è ritornato più volte nel discorso, definito come “sanguinario e nefando, responsabilie di 100 milioni di morti e regimi oppressivi”.
In tema di politica estera, Berlusconi ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’Unione Europea. Sulla delicata questione del medioriente, ha espresso solidarietà allo Stato ebraico. “farò il mio primo viaggio da presidente del consiglio in Israele per festeggiare i suoi 60 anni di storia” ha detto.
Ancora spazio all’ironia: “Sono più alto di Putin e Sarkozy, sono alto come Prodi. Sono un metro e 71. Non capisco perché tutti i vignettisti mi disegnano come un nano e gli altri invece sono normali”.
“Parlano di dimezzare i costi della politica – ha detto il leader forzista – Veltroni prende la pensione dal Parlamento e gli emolumenti da sindaco. Per questo si è messo con Di Pietro, che prende la pensione da magistrato e gli emolumenti da parlamentare. Tra pensionati si capiscono. Per loro dire che vogliono tagliare i costi della politica è come dire che i tacchini vogliono raddoppiare Pasqua e Natale”. Parlando di Di Pietro il Cavaliere ha detto di essere terrorizzato all’idea che possa diventare ministro della Giustizia ed ha spiegato che la sua presenza testimonia come “nel partito di Veltroni sia vivo il giustizialismo”. Berlusconi ha ricordato alla folla di essere stato indagato 93 volte, di aver subito 2545 udienze e di aver speso 168 milioni di euro in parcelle di avvocati. “Meno male che ci rido ancora sopra. Si vede che mi potevo permettere le spese legali” ha commentato.
Separazione delle carriere in magistratura, un argomento che torna ad essere cavallo di battaglia del Pdl. “Il pubblico accusatore – ha, fra l’altro, affermato Berlusconi – dovrebbe essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale”.
“Cinque anni di condanna per chi ordina le intercettazioni indebitamente, cinque anni per chi le esegue e una penale che se la ricordano per tutta la vita a chi le pubblica”‘. E’ uno dei primi atti che verrà deciso in uno dei primi consigli dei ministri, secondo quanto detto dal Cavaliere. Rivolgendosi alla folla Berlusconi ha chiesto: “Chi di voi è sicuro di essere escluso delle intercettazioni?”, invitando ad alzare la mano. Ma dal pubblico nessuno la ha alzata e il leader del Pdl ha affermato: “Se su questo palco ci fosse qualcuno di sinistra direbbe che avete tutti i panni sporchi”.
Berlusconi ha poi proseguito: “Tra i primi atti del consiglio dei ministri adegueremo le pensioni sotto i 1.000 euro al costo della vita. E’ un atto di giustizia assolutamente dovuto”.
Patria, famiglia, lavoro: questi i concetti cardine del programma proposto dal Cavaliere, che alla fine ha rivolto alcune domande alla folla. Fra queste, “Volete che Veltroni realizzi il sogno della sua vita, cioè vada in Africa e ci rimanga?”. Il Popolo della Libertà radunato in piazza Sisto ha risposto “sì”. A conclusione del comizio-fiume, durato circa due ore, lo slogan “Rialzati Italia!”. Pochi i temi di interesse locale affrontati: le necessità infrastrutturali (Terzo valico) e la promessa di un governo con componenti di provenienza ligure.
Al Palacrociere è previsto l’incontro con gli esponenti del mondo della portualità e dell’economia locale, quindi il buffet, con le prelibatezze preparate dai cuochi di Zeffirino, insieme ai “difensori del voto” che saranno impegnati nelle 1798 sezioni elettorali della regione, 305 delle quali nel Savonese.
Prima dell’arrivo del leader del Pdl, alcuni contestatori sono stati allontanati dalla polizia dai margini della piazza con una “carica leggera”. Il bilancio è di 13 persone contuse: sei ragazzi e sette agenti di polizia.

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Red.
8 Aprile 2008 alle 14:05
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