Albenga. La Sinistra Arcobaleno, dopo la presa di posizione del consigliere comunale Carlo Tonarelli che ha chiesto l’intervento del Gabibbo di Striscia, interviene sull’ipotesi di un termovalorizzatore ad Albenga e ribadisce la sua netta contrarietà al progetto: “Siamo contrari perché è in atto il piano provinciale dei rifiuti che si basa sulla raccolta differenziata – afferma in una nota la Sinistra Arcobaleno -. Non si deve dimenticare che l’incenerimento non smaltisce i rifiuti, ma li trasforma in fumi nocivi e in polveri tossiche, con una elevata percentuale di emissioni inquinanti, difficili da smaltire e che la diossina prodotta e le “nanopolveri” possono essere causa di tumori. L’amministrazione provinciale, inoltre, sta studiando un’alternativa tecnologica per quanto concerne la frazione dei rifiuti indifferenziati che oggi vengono depositati in discarica e, più segnatamente, la realizzazione di un impianto speciale che non “brucia” il rifiuto, ma semplicemente ne riduce le dimensioni, rendendolo inerte. Questo impianto produce, altresì, energia elettrica che verrebbe utilizzata dallo stesso impianto per autoalimentarsi, con nessuna emissione in atmosfera di particelle inquinanti, se non una modestissima emissione di anidride carbonica (CO2)”.
E poi la Sinistra Arcobaleno ricorda la questione dei costi di realizzazione di un termovalorizzatore: “Dalle risultanze tecniche elaborate da uno studio di Specialistici del settore, è emerso che la quantità di rifiuti prodotta dalla provincia di Savona non basterebbe per farlo funzionare a pieno regime”.
Infine il richiamo alle normative europee: “l’incenerimento è l’opposto delle indicazioni europee sul trattamento dei rifiuti, che prevedono, in ordine: la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio, il recupero energetico senza combustione (fermentazione anaerobica della frazione organica), il recupero energetico con combustione. Per la parte indifferenziata residua si può ricorrere al “trattamento meccanico biologico” con i suoi vantaggi rispetto all’incenerimento in termini di costi d’investimento, recupero di materia, guadagno economico, impatto ambientale e sulla salute, smaltimento finale dei minimi residui inerti”.