Cronaca

Carcarese uccide la madre e l’ex amante, poi si spara

[image:6234:r:s=1]Carcare. Omicidio-suicidio in un centro anziani a Fontanelle di Boves, dove un carcarese di 63 anni con casa a Fossano, ha esploso alcuni colpi di pistola contro l’ex amante. La donna, Maria Manetto, 61 anni, è morta. Un’altra donna, Olga Astesano, 55 anni, è stata raggiunta da un proiettile al ginocchio. L’autore della tragica irruzione, Francesco Briano, già noto alle cronache per un folle episodio di ventiquattro anni fa, ha infine impugnato un’altra pistola e si è tolto la vita sparandosi in bocca.
Secondo la prima ricostruzione, Briano ha visto la sessantunenne con cui in passato aveva intrattenuto una relazione fuori dal locale su un’auto in compagnia di un uomo. Accecato dalla gelosia, ha estratto la pistola (una Ruger Magnum regolarmente detenuta) ed ha esploso alcuni colpi contro la donna, inseguendola all’interno del centro dove ha anche ferito la cinquantacinquenne che era vicina alla vittima. Infine è uscito nel piazzale ed ha rivolto un’altra arma, una Smith e Wesson calibro 22, contro se stesso. La donna uccisa aveva tre figli ed era vedova da 19 anni.
Ancora prima di compiere il gesto in terra cuneese, l’uomo ha ucciso l’anziana madre a Carcare. La drammatica scoperta l’hanno fatta questa mattina i carabinieri. Il corpo di Clelia Briano, 87 anni, era riverso sul letto della sua abitazione in via Zunino. Il figlio l’ha prima tramortita con un corpo contundente, quindi le ha sparato un colpo di pistola alla nuca.
L’appartamento era in ordine, a testimonianza del fatto che l’uomo aveva ripulito tutto prima di concludere il suo piano delittuoso in provincia di Cuneo, dove si è recato in auto subito dopo aver assassinato la madre.
L’omicida aveva abitato negli ultimi anni in un alloggio affittato a Fossano in via Cottolengo e la madre si era trasferita in una casa di riposo nella stessa città piemontese. Alla rottura del rapporto con Maria Manetto, circa due anni fa, l’uomo era rientrato con la madre nell’abitazione di Carcare.

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Nel 1984 Briano, ex ferroviere, era stato arrestato e condannato a due anni di reclusione per avere cercato di uccidere la moglie e di avere sequestrato, pistola alla mano, un sottufficiale di polizia e tre bambini. Dichiarato seminfermo di mente, era riuscito comunque ad ottenere il porto d’armi ad uso sportivo. All’origine dell’omicidio-suicidio, vi sarebbe la separazione dalla moglie che si era portata con sé la figlia di pochi anni.

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